news 2014, October 15th
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Regolamentazione dell'Osteopatia
Gentili soci, siamo lieti di comunicarvi che i lavori per la regolamentazione dell’Osteopatia proseguono molto seriamente. Venerdì 19 Ottobre APO, insieme alle altre associazioni di categoria, si è incontrata con la direzione delle professioni sanitarie presso il Ministero della Salute.

Si è cominciato a lavorare sulla stesura del profilo professionale dell’osteopata, lavorando in concerto con le altre associazioni per una sintesi comune che rispettasse il più possibile la peculiarità della nostra professione con le “esigenze" di una Professione Sanitaria regolamentata dallo Stato.

Una volta completato il documento verrà sottoposto al parere della Conferenza Stato-Regioni e solo in seguito il MIUR potrà redarre il percorso formativo universitario.

Possiamo confermare che la legge stessa prevede al suo interno i criteri di equipollenza per gli attuali professionisti, argomento che verrà affrontato durante la prossima riunione nel mese di Novembre.

E’ grazie alla vostra fiducia di questi anni che APO oggi è presente ai tavoli di lavoro. Stiamo vivendo un passaggio storico, di cui sentiamo il peso della responsabilità, ma che siamo decisi e desiderosi di svolgere con il massimo dell’impegno. Continuate a sostenerci!
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Conferenza su nuove normative di legge: GDPR e fatturazione elettronica

In seguito alle nuove normative riguardanti sia l’aggiornamento della Privacy (GDPR) che l’obbligo a partire dal 1 Gennaio 2019 di fatturazione elettronica, abbiamo organizzato per venerdì 14 Settembre 2018 alle ore 17.45 una conferenza su entrambi i temi per dare a Lei e ai suoi collaboratori e studenti la possibilità di comprendere gli obblighi di legge e chiarire qualsiasi dubbio.

Il corso di formazione verrà tenuto dal Dott. Luraghi della società NEXTO srl per quanto riguarda l’adeguamento GDPR e da MEDIA srl per quanto riguarda la nuova legge sulla fatturazione elettronica.

Il corso si svolgerà presso l’Accademia Italiana di Medicina Osteopatica (AIMO), Piazza Santuario 7 a Saronno. Avrà un costo di 20€ per i professionisti, gratuito per gli studenti dell’ultimo anno del vari Istituti e per i nostri soci.

Certi di fare cosa gradita, vi chiediamo di darci conferma della vostra presenza via email a segreteria@associazioneosteopati.it.

Cordiali saluti

Carlo Broggini

Presidente Associazione Professionale degli Osteopati

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OSTEOPATIA: QUALE FUTURO PER LA REGOLAMENTAZIONE?

Positivo l’incontro tenuto a Milano sabato 16 gennaio, con cui la categoria ribadisce la necessità di una regolamentazione come professione sanitaria

Si è tenuto sabato 16 gennaio 2016, presso l’Auditorium della Casa di Cura Privata del Policlinico di Milano, in via Dezza 48, l’incontro “Osteopatia: quale futuro per la regolamentazione? - Confronto tra le normative vigenti nei diversi paesi europei”, organizzato dall’Associazione Professionale degli Osteopati (APO).

Soddisfazione per l’esito della giornata è stata espressa dal presidente di APO, Carlo Broggini, che commenta: “Questa giornata ha permesso di fare chiarezza e evadere molti dubbi su importanti temi spesso sollevati dagli osteopati; siamo inoltre sicuri di aver fatto un importante passo avanti nella direzione di una maggiore consapevolezza e verso una futura regolamentazione della professione che tutti noi qui auspichiamo”.

Di grande rilevanza gli interventi degli ospiti che hanno fornito validi contributi al tema della giornata e significativi spunti di riflessione.

Il presidente del FORE (Forum for Osteopathic Regulation in Europe) Gert Jan Goede, ha presentato il documento CEN in materia di osteopatia, nato su impulso del Forum e dell’European Federation of Osteopaths (EFO), al fine di definire linee guida coerenti sull’istruzione, sulla formazione e sulla pratica dell’osteopatia in Europa. Un lavoro cominciato nel 2013, giunto ora alla sua fase conclusiva, con la redazione e l’approvazione del documento prossimo alla pubblicazione.

“Il documento normativo CEN resta un modello che raccoglie gli standard minimi con cui confrontarsi; è sicuramente perfettibile, e tra 5 anni andrà rivisto, ma ha avuto il grande pregio di aver sollecitato la discussione in materia di osteopatia”, ha dichiarato Gert Jan Goede che invitando a non sottovalutarne la portata, ha concluso: “Si tratta di uno strumento potenzialmente molto utile per il vostro paese poiché può essere adottato come riferimento per un documento nazionale e in caso di disaccordi, esso può rappresentare l’ago della bilancia, poiché è stato condiviso da altri paesi europei: è stato approvato con il 71% dei voti dagli enti normativi comunitari membri del Forum”.

Tra i percorsi di regolamentazione europea a cui guardare con interesse c’è quello inglese presentato da Tim Walker, amministratore delegato del GOsC, il General Osteopathic Council che sottolinea l’utilità sociale prima che professionale della regolamentazione della disciplina nel Regno Unito, dove il GOsC svolge ruolo di tutela per il consumatore (paziente): “Prima della regolamentazione, chiunque poteva definirsi osteopata; ciò non è stato più possibile nel momento in cui la norma ha definito quelli che dovevano essere i criteri minimi, sia nella formazione che nella pratica, e le competenze dei professionisti”.

Anche Philippe Sterlingot, Presidente del Syndicat Français des Ostéopathes (SFDO) ha presentato il modello francese. In Francia gli osteopati sono circa 26 mila, i cui servizi sono utilizzati da circa il 50% della popolazione: “una realtà sociale di cui le istituzioni non hanno potuto ne possono ignorare – argomenta Sterlingot, spiegando – Nel nostro paese l’osteopatia è regolamentata, e sebbene non sia considerata professione sanitaria, è comunque disciplinata dal Codice della Sanità Pubblica.”

Un modello interessante ma “non replicabile nel nostro paese”, rileva il Professor Fabrizio Consorti, Docente di Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma, che dichiara: “in Italia, un riconoscimento della professione osteopatica potrà avvenire solo come professione sanitaria”. E che l’Osteopatia sia di fatto una professione, lo ha sottolineato lo stesso Consorti, spiegando: “Essa possiede propri modelli concettuali, esistono scuole di formazione, prassi e competenze specifiche”.

Paola Sciomachen, Presidente ROI (Registro degli Osteopati d’Italia) ha infine ricordato il grande percorso compiuto dalla categoria e dal Registro Italiano fino ad ora: l’istituzione di percorsi formativi quinquennali a tempo pieno, volti a garantire una formazione sempre più accurata; lo sviluppo della ricerca scientifica in ambito osteopatico; il dialogo e la progressiva integrazione con le altre professioni sanitarie e non ultima la collaborazione tra le associazioni di categoria, sia Italiane, sia europee. “Guardiamo fiduciosi ad una prossima regolamentazione dell’osteopatia come professione sanitaria – conclude Paola Sciomachen -; in un contesto sociale e culturale dinamico che vede la rigidità del sistema sanitario attuale inadeguato rispetto ai mutati bisogni del cittadino, l’osteopatia si inserisce a pieno titolo in quanto riconosce nei suoi principi e nella sua filosofia, i riferimenti culturali e scientifici compresi nel nuovo concetto di salute, avendo le competenze per gestire responsabilmente i pazienti dal neonato all’anziano”.

Ufficio Stampa

Cinzia Santomauro


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CORSI DI FORMAZIONE A DISTANZA FAD-ECM

L’associazione professionale degli Osteopati, in linea con l’idea di formazione continua, è lieta di porre alla vostra attenzione i corsi di formazione a distanza FAD-ECM promossi da IEMO (Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica), Provider nazionale ECM n.2776.

Per informazioni sui corsi visitate il sito: http://osteopatia-fad-ecm.it

Il responsabile della formazione continua dei professionisti

Stefano Pisa D.O. B.Sc. Ost. UK

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ASSEMBLEA NAZIONALE DEI SOCI - 3 OTTOBRE 2015

Seconda Assemblea Nazionale
dell’Associazione Professionale degli Osteopati


A Saronno la nuova assemblea dell’Associazione
con la nomina del nuovo consiglio direttivo.


Saronno, 3 ottobre 2015 – Si è tenuta sabato 3 ottobre, presso la civica sala consiliare Agostino Vanelli, in piazzale Santuario 7, a Saronno (VA), la seconda assemblea nazionale dell’Associazione Professionale degli Osteopati.

L’Associazione, nata nel 2012, ha la finalità di coordinare gli osteopati e fissare dei requisiti formativi, deontologici e professionali adeguati a garantire un elevato standard nel servizio, a salvaguardia e beneficio dei pazienti e della categoria dei professionisti, guardando ad un obiettivo fondamentale: ottenere il riconoscimento della professione di osteopati in ambito sanitario.

Finalità, quest’ultima, ribadita anche nelle parole del presidente Carlo Broggini, che ha voluto ricordare quelle che sono state le premesse iniziali alla fondazione dell’Associazione, “ritenuta necessaria allora, e ancor più oggi: in una situazione di ‘vuoto legislativo’ l’Associazione Professionale degli Osteopati tra le prime in Italia si è posta come interlocutore privilegiato degli osteopati professionisti scegliendo di adottare criteri di selezione e ammissione alla stessa piuttosto rigidi, coerentemente con quel primo e imprescindibile obiettivo”.

Il Presidente Broggini, ha poi ricordato come tra le attività svolte dall’APO in questo primi anni, seppure con poca risonanza mediatica, fondamentale è stata la presenza dell’Associazione ai tavoli della Commissione Nazionale dell’UNI (Ente Italiano di Normazione), che ad oggi sta lavorando a sostegno della di norma redatta da CEN (Comitato Europeo per l standardizzazione) in cui viene delineata l’osteopatia come pratica sanitaria.

Durante l’assemblea si è svolta infine l’elezione del nuovo consiglio direttivo che ha visto la riconferma di Carlo Broggini alla presidenza e la nomina di sei nuovi consiglieri: Eduardo Bassi (1977, Varese), Federico Franscini (1973, Locarno), Carolina Lavazza (1987, Busto Arsizio), Carlo Pedrini (1963, Saronno), Stefano Pisa (1980, Lecce), Fabio Vassallo (1973, Savona), con l’augurio e l’incoraggiamento a far bene espresso dai consiglieri uscenti, Marco Giardino, Ferdinando Zucchi e Luigi Ciullo.

Per la stampa Cinzia Santomauro 
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02 Marzo 2015 Lettera del Presidente al direttore di Quotidianosanità
Egregio Direttore,

in qualità di Presidente dell'Associazione Professionale degli Osteopati, mi sento in dovere di fare alcune puntualizzazioni in merito al dibattito in corso tra il Dott. Davide B. Albertoni, Presidente del gruppo di terapia manuale, e la collega Paola Sciomachen, Presidente del ROI.

Il Dott. Albertoni muove delle critiche non tanto all'operato del ROI o del suo Presidente ma alla professione osteopatica in quanto tale, spostando il livello del dibattito da “politico” a “tecnico”, affermando, in sintesi, che l’osteopatia non ha sufficiente documentazione scientifica a supporto della sua validità.

Anche la nostra Associazione attribuisce un ruolo fondamentale alla ricerca a favore dell’evidenza scientifica in ambito osteopatico, al fine di promuovere la costante evoluzione della professione e nell’interesse della salute dei pazienti.
Come già ribadito dalla collega Paola Sciomachen http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=25968,  i documenti pubblicati dall'OMS nel 2010 affermano che: " The practice of osteopathy is distinct from other healthcare professions".
Mi sembra palese da questa affermazione che l'OMS riconosca l'osteopatia come una professione sanitaria distinta dalle altre.
Inoltre, vorrei sottolineare che in molti paesi, come ad esempio Inghilterra, Francia, Svizzera, Australia, Nuova Zelanda (solo per citarne alcuni), l'osteopatia è riconosciuta come professione autonoma e sanitaria.
Vorrei altresì ricordare che, per avvalorare il crescente credito della professione osteopatica a livello internazionale, l'osteopatia è entrata a far parte delle terapie sanitarie ufficiali a disposizione degli atleti nelle Olimpiadi di Londra del 2012
http://www.osteopathdirect.co.uk/news/news-osteopaths-supports-2012-london-olympic-games/ 

Il Dott. Albertoni cita poi l'interrogazione Parlamentare della Senatrice Binetti sul profilo professionale dell'osteopata e del chiropratico.
"...il Ministero della salute si è già pronunciato, dichiarando l'osteopatia attività sanitaria, ed in quanto tale, praticabile solo da personale sanitario."
Ma questa è un' interpretazione, non una citazione della dichiarazione della Senatrice Binetti. Infatti il testo riporta quanto segue: "Per quanto concerne l'osteopatia questo Ministero si è più volte espresso affermando che le attività svolte dall'osteopata rientrano nel campo delle attività riservate alle professioni sanitarie". Non aggiunge assolutamente "praticabile solo da personale sanitario". Al contrario, la dichiarazione della Senatrice Binetti, da noi a suo tempo contattata per conferma, è da intendersi come la necessità di regolamentare la professione osteopatica tra le attività sanitarie autonome. Il successivo Disegno di Legge a firma della medesima relatrice ha successivamente fornito prova di tale interpretazione, a scanso di ulteriori strumentalizzazione di sorta.
Ricordo, per altro, che le professioni sanitarie in Italia sono 22. Il Dott. Albertoni vuol quindi dire che, per esempio, un tecnico audio-protesista, un igienista dentale o un tecnico di riabilitazione psichiatrica (tutte professioni sanitarie più che rispettabili) possono quindi svolgere lecitamente la professione di osteopata?

Entrando quindi nella disquisizione tecnico scientifica, il Dott. Albertoni afferma che non ci siano meta-analisi o revisioni a sostegno dell'osteopatia, ma quanto da lui affermato non corrisponde al vero. Ecco alcuni esempi:
- John C Licciardone, Angela K Brimhall and Linda N King. Osteopathic manipulative treatment for low back pain: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. BMC Musculoskeletal Disorders 2005
- Franke et al. BMC Osteopathic manipulative treatment for nonspecific low back pain: a systematic review and meta-analysis Musculoskeletal Disorders 2014
- Franke H, Hoesele K. Osteopathic manipulative treatment (OMT) for lower urinary tract symptoms (LUTS) in women.

Il Dott. Albertoni confuta poi l’affidabilità dei test diagnostici osteopatici. E’ vero che sono state pubblicate alcune revisioni a sostegno di questa affermazione ma si dice anche: “However, there are unexplored factors that, after standardization, may improve reliability and further the understanding of musculoskeletal palpatory examination". Tale affermazione, di fatto, apre ad ulteriori studi per l’accreditamento continuo della diagnosi palpatoria, attenendosi al metodo scientifico che dovrebbe essere proprio di ogni disciplina sanitaria, onde evitare il riferimento ad alcun “diritto acquisito” e per promuovere la modernizzazione delle terapie. Quale prova migliore per ribadire il ruolo sanitario attuale dell’Osteopatia?
Cfr. al riguardo: Stovall BA, Kumar S. Anatomical landmark asymmetry assessment in the lumbar spine and pelvis: a review of reliability. PM R. 2010 Jan;2(1):48-56.

Concludendo, siamo ben consapevoli che la nostra è una disciplina giovane (100 anni o poco più sono pochissimi) ma è già da parecchi anni che la ricerca osteopatica è attiva con un aumento esponenziale del numero di pubblicazioni come evidenziato dalla relazione Degenhardt
 http://www.congressosteopatia.com/en/programma/programma-congresso/
Come sottolineato dallo studioso americano, la ricerca osteopatica è passata da poche decine di pubblicazioni annuali degli anni 50 alle attuali centinaia con un picco esponenziale dagli anni duemila ad oggi, con un trend continuo di crescita che dimostra quanto l’osteopatia non desideri affatto sottrarsi alla realtà dell’evidenza scientifica.

Distinti saluti


Carlo Broggini DO
Presidente Associazione Professionale Osteopati
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7 Novembre 2014 - Lettera agli associati
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    COMUNICATO STAMPA 16 GENNAIO 2016-ESITO
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    Comunicato Stampa 16 Gennaio 2016-PROGRAMMA
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    Programma convegno 16 Gennaio 2016
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    Ordine del giorno Assemblea 03/10/2015
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    02 Marzo 2015 Lettera del Presidente al direttore di Quotidianosanità
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    7 Novembre 2014 - Lettera agli associati
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    Comunicato Stampa on. P. Binetti del 15 ottobre 2014
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    Comunicato Stampa Conferenza del 15 ottobre 2014
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    Testo della Proposta di Legge On. Paola Binetti
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